La scopa del sistema / 2
Jay: Lenore, devo farle una domanda di grande importanza. Come mai quando avverte stimoli e attrazioni idonei e umanissimi, nella fattispecie stimoli a farsi una passeggiata in un posto dove potrebbe trovarsi una persona a lei cara, e attrazioni nei confronti di un suo coetaneo, il quale potrebbe magari...
Lenore: Come fa a sapere che è mio coetaneo?
Jay: Lo si deduce dal contesto, sciocchina. Eviti le stronzate. Si rilassi, e vediamo di fare un paio di passettini.
Lenore: Magari che mi conducano in bagno, giusto per un attimo, e poi di nuovo...
Jay: Zitta. Se sente lo stimolo di andare nel Deserto, perché non ci va? Di cosa ha paura?
Lenore: Lei insiste a pestare su questo tasto, ma non si rende conto che pesta a vuoto. Perché io non ho paura di niente. È solo che non muoio dalla voglia di andarci, tutto qua. Anche perché sarebbe inutile, visto che è assolutamente impossibile che ventisei persone, perlopiù incredibilmente anziane, e non autosufficienti, e delle quali quantomeno una costretta a vivere a trentasette gradi di temperatura costante, se ne vadano a passeggio nel Deserto a settembre. Ma a prescindere da questo non sopporto che lei e tutti gli altri mi ci vogliate mandare per forza e per chissà quale oscura ragione. Così come non sopporto il fatto di non avere la minima voce in capitolo riguardo a dove o cosa mi vada di...
Jay: Ho una parola perfetta per l'occasione.
Lenore: Addio?
Jay: Membrana. Ecco cosa le dico, Lenore: membrana.
Lenore: Avrei preferito addio.
Jay: Lenore, possibile che non si accorga di quanto il percepire i suoi personali desideri e stimoli e richiami come in qualche modo provenienti dall'esterno corrisponda a una tipica dimostrazione di malfunzionamento in un sistema di igiene/identità? di quanto sia esaustivamente riconducibile alla e spiegabile in termini di teoria della membrana? dell'antigienica permeabilità di una membrana debole, che quindi consente all'Io di insudiciare il sistema-Altro e al sistema-Altro di insudiciare l'Io?
Lenore: Temo di avere una imbarazzante urgenza di doccia.
Jay: E perché, le chiedo? Glielo dico io, perché, e glielo dico chiaro e tondo, e cioè perché lei percepisce le suddette rivelazioni, anzi no, facciamo un bel passo avanti e diciamo che lei percepisce la suddetta esaustiva e accuratissima caratterizzazione nonché spiegazione dei suoi problemi come proveniente dall'esterno, ossia come in qualche modo imposta alla sua percezione. Laddove invece essa proviene da dentro di lei, Lenore. Ecco da dove proviene. E allora si sforzi e senta quant'è pulita. Ecco, faccia finta che io non ci sia. Finga che io sia lei.
Lenore: Fingere che lei sia me? Mi era sembrato di capire che il problema fosse che questa vecchia e debole membrana non sarebbe in grado di mantenere lei dal suo lato e me dal mio. Se fingo che lei sia me, come la mettiamo con la membrana?
Jay: Ma è evidente! La volontà di fingere proviene da dentro di lei. Una vera finzione non può che innescarsi nel contesto di un'intima consapevolezza del reale. Per fingere che io sia lei, lei deve sapere che non lo sono; la membrana dev'essere una membrana robusta e pulita. La membrana robusta e pulita sceglie cosa assorbire dentro di sé, e lascia che il resto rimbalzi via. Solo chi è sicuro di sé può veramente fingere.
Apr 12th
La scopa del sistema / 1
LaVache: È mia opinione clinica che tu, per una perfettamente legittima reazione naturale alle circostanze, abbia deciso di non essere reale, ovviamente anche grazie all'aiuto di Nonna. "Perché dico questo?" mi chiederai tu.
Lenore: Io non ti chiederò un bel niente.
LaVache: E io ti risponderò che è perché nella nostra famiglia sei tu quella sulle cui spalle è ricaduta la soma del male, se mi è consentito l'uso del termine. Il male sotto forma delle mille sedute di indottrinamento con Lenore, sedute che debbo confessarti di aver sempre considerato di una penosità abissale. Il male sotto forma di Papà, il quale, avendo totalmente e definitivamente fottuto la vita di nostra madre, adesso cerca di fottere la tua in modi che, ci scommetto, neppure tu riesci a immaginarti, o vuoi immaginarti. Pensa un attimo alle circostanze che hanno condotto alla mia peculiarissima venuta al mondo. Così come ha cercato di fottere la vita a me, Papà cerca di fottere quella di chiunque altro. Esattamente come a sua volta ebbe fottuta la propria vita da gente che ancora si vestiva in marsina e tuba.
Lenore: ...
LaVache: Dal canto suo Lenore la vita te l'ha fottuta ancor di più, tesoro mio. Lenore ti ha convinta a credere, correggimi se sbaglio, Lenore ti ha convinta a credere, grazie anche alla tua complicità, date le circostanze, che tu non sia realmente reale, o che tu sia reale solo nella misura in cui sei detta e raccontata, e cioè controllabile, e quindi fuori dal tuo controllo, in pratica personaggio più che persona, e ovviamente qui Lenore direbbe che persona e personaggio sono la stessa cosa, no?
Lenore: Senti, Stoney, che ne diresti se lasciassimo spontaneamente abortire questa linea di discussione? Perché se anche mi venisse la tentazione di chiederti di aiutarmi a uscire da questo presunto problema male-e-realtà-da-un-lato-e-dire/raccontare-dall'altro, tu non potresti fare altro che dirmi/raccontarmi qualcosa, e quindi si finirebbe per...
LaVache: Non chiamarmi Stoney. Chiamami LaVache, o Anticristo, ma non Stoney, mai più.
Lenore: Con questo vorresti dirmi che Anticristo, che per inciso è il soprannome più orribile che abbia mai sentito, non ti dà fastidio? E che invece ti dà fastidio Stoney?
LaVache: Stoney è il nome di chiunque. Nella nostra famiglia chiunque abbia genitali maschili si chiama Stoney. Stoney mi rammenta il mio probabile far parte di un meccanismo di cui non vorrei far parte. Stoney mi rammenta aspettative irritanti. Stoney mi rammenta Papà. Come Stoney sono più o meno dedotto...
Lenore: Cosa?
LaVache: ...mentre come Anticristo semplicemente sono. Come Anticristo ho una cosa, ed è eroicamente chiaro dove finisca io e inizino gli altri, e nessuno si aspetta che io sia altro da ciò che sono, cioè una vita sprecata, uno che si fa in quattro per gli altri allo scopo di sostentare la propria gamba.
Apr 11th