October 25, 2009
Nella depressione ci si sveglia, si è felici per un paio di minuti, forse meno, e si scivola nel terrore del giorno. Nulla accadrà, ma sappiamo che dodici ore passeranno prima di tornare di nuovo a letto e di trovare un riparo alla coscienza nel sonno, o in nulla.
R. Lowell (cit. in Toccato dal fuoco di Kay Redfield Jamison) (via madamepsychosis)
October 24, 2009
Se non ha un senso, questo ci risparmia una quantità di seccature, perché allora non c’è bisogno di cercarlo.
Lewis Carrol, Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie
October 23, 2009

Non c'è alcuna illusione perché c'è solo illusione

Quando la conoscenza non viene più intesa come ricerca di concordanza iconica con la realtà ontologica, ma come ricerca di atteggiamenti e modi di pensare adeguati, il problema tradizionale sparisce. Il sapere viene costruito dall’organismo vivente per ordinare nella misura del possibile il flusso dell’esperienza di per sé informe in esperienze ripetibili e in rapporti relativamente attendibili tra di esse. Le possibilità di costruire un tale ordine vengono sempre determinate dai passi precedenti nella costruzione. Ciò significa che il mondo “reale” si manifesta esclusivamente laddove le nostre costruzioni falliscono. Poiché, tuttavia, possiamo ogni volta descrivere e spiegare il fallimento soltanto con quei concetti che abbiamo utilizzato per la costruzione delle strutture poi fallite, questo processo non potrà mai fornirci un’immagine del mondo che potremmo rendere responsabile del loro fallimento.

(Erns von Glaserfeld, Introduzione al costruttivismo radicale)

L'arte di vivere

«Ha torto chi crede che sia possibile soltanto un determinato ordine nelle persone, ordine che dovrebbe essere stabilito una volta per sempre ed essere un legame per tutta la vita. Da questo errore della scienza derivano parecchie conseguenze spiacevoli; l’unico suo valore sta in questo, che i maestri e gli educatori statali vedono la loro opera semplificata e si risparmiano di pensare e di sperimentare. In seguito a quell’errore si considerano “normali”, anzi preziosi per la società, molti uomini che sono inguaribilmente pazzi, e viceversa si prendono per matti molti altri che sono geni. Perciò noi completiamo l’insufficiente psicologia della scienza mediante quel concetto che chiamiamo arte costruttiva. A colui che abbia visto la scissione del proprio io facciamo vedere che può ricomporre i pezzi in qualunque momento e nell’ordine che più gli piace, raggiungendo in tal modo una varietà infinita nel gioco della vita. Come il poeta con un pugno di personaggi crea un dramma, così noi con le figure del nostro io sezionato costruiamo gruppi sempre nuovi con nuovi giochi, nuove tensioni, nuove situazioni. Guardate!»
Poi passò la mano sulla scacchiera con un gesto sereno, rovesciò tutte le figure, le mise in un mucchio e costruì, artista pensono ed eletto, con le medesime figure un gioco del tutto nuovo con altri raggruppamenti, altri rapporti e intrecci. Il secondo gioco era affine al primo: era il medesimo mondo, lo stesso materiale da costruzione, ma la tonalità era diversa, il ritmo era un altro, i motivi erano accentati diversamente e le situazioni disposte in maniera nuova.
E così il savio costruttore andava combinando con le figure, ciascuna delle quali era un pezzo di me stesso, un gioco dopo l’altro, tutti lontanamente simili tra loro, tutti appartenenti allo stesso mondo, legati alla stessa origine eppure sempre nuovi.
«Questa si chiama arte di vivere» continuò la lezione. «Voi stesso potrete plasmare e animare il gioco della vostra vita a volontà, complicarlo e arricchirlo: dipende da voi.»

(Herman Hesse, Il lupo della steppa)

October 22, 2009

La nostra eredità giudaico-cristiana, l’etica protestante, l’espansionismo coloniale e l’opulenza che ne è derivata hanno contribuito a mantenere la finzione che l’uomo sia artefice del proprio destino e il capitano della propria anima. Perciò ci teniamo coraggiosamente il bene insieme al male, distribuendo tanto le colpe quanto i meriti agli individui, continuando abilmente e persino con pudore a ignorare le attenuanti più profondamente pertinenti alle nostre imputazioni così come le riserve sui nostri elogi. Con la nostra tendenza alla prospettiva individuale, risulta controcorrente considerarci come partecipi a un sistema, della cui natura comprendiamo ben poco. Eppure sono convinto che possiamo approdare a valutazioni tanto tremende (e a elogi tanto immeritati) soltanto convertendo una struttura composita molto complessa fatta di persone e di contesti in un termine che viene poi inappropriatamente applicato a un individuo. Nel definire una persona malata o triste, incivile o equilibrata, non solo ci dedichiamo a un riduzionismo molto fuorviante del nostro interlocutore, ma basiamo inoltre la nostra analisi su nozioni di “normalità” e “individualità” che di rado vengono enunciate e che non sono mai state esaminate a fondo.

(Donald Jackson, 1963)

October 15, 2009

Il gruppo

C’è una classifica delle comunità umane? In fondo alla classifica il branco. Ragazzi che si uniscono anche a caso, fanno violenze, spinti dalla rabbia cieca dell’ignoranza o dell’emarginazione. In cima forse c’è il convito platonico, nel quale si discetta del mondo e delle sue verità reali o metafisiche. In mezzo c’è il “gruppo”. Il gruppo si autoelegge, decide a chi dare la propria tessera. Il gruppo non ha valori perché è lui stesso il valore, tutto comincia e tutto finisce con la cooptazione e una volta che il numero è completo tutti gli altri sono esclusi. Non si ammettono nuove iscrizioni perché non sono ammesse dismissioni. “Lui ormai è del gruppo”, si dice. Il gruppo non fa scelte ma solo respingimenti. Chi è fuori non conoscerà mai i requisiti per essere nel gruppo. Chi è dentro può giudicare chi vuol entrare e dire che ci sono “ragioni tecniche e psicologiche”.

(Corrado Sannucci, 1950-2009)

October 12, 2009
And I could replace you with older pictures of you, from back when you looked happy.

And I could replace you with older pictures of you, from back when you looked happy.

October 8, 2009
Lui è sempre stato l’uomo di passaggio, quello che le donne deluse prendono “di rimbalzo” prima di tornare dal fidanzato storico o di trovare la definitiva illusione. Uno perbene, per una fase transitoria, ma non compatibile con i sogni.
Gabriele Romagnoli
September 26, 2009
September 19, 2009
  • Shin-t'ou: Che cosa stai facendo?
  • Yueh-shan: Non sto facendo nulla.
  • Shin-t'ou: Allora stai perdendo il tuo tempo.
  • Yueh-shan: Ma, anche se facessi qualcosa, non perderei il mio tempo?